Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 7 maggio
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Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 7 maggio

Mercoledì 7

Dice di essere di più della manna, di essere lui il pane disceso dal cielo. Ma come disceso dal cielo? Uno che veniva da Nazaret, un villaggio da nulla! Uno che aveva una carne di debolezza, uno fondamentalmente segnato dalla piccolezza e dal limite, come segnato dalla piccolezza e dal limite è ogni uomo. Uno che al divino non dava evidenza cavalcando segni di potenza, ma con una storia di quotidiana umanità. Uno che affermava: "il pane sono io, il divino passa attraverso questa mia carne, attraverso questo mio corpo, attraverso la debolezza e la povertà di una vita". Uno che diceva che il divino non passa attraverso lo sfoggio di se stessi, ma attraverso una vita che si fa dono, dono sino a darsi sulla croce per la vita del mondo.

Gv 6, 35-40

«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».