Riflessioni sul Vangelo di giovedì 10 aprile
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Riflessioni sul Vangelo di giovedì 10 aprile

Giovedì 10 aprile

Osservare la Parola di Dio è garanzia per vivere bene o per vivere per sempre? Perché Abramo e i profeti, ligi osservanti e fervidi credenti, erano convinti di aver sperimentato la benedizione in vita, mentre l’eternità era coperta dall’ombra (???? Sh’ol) di una rivelazione promettente, ma non ancora compiuta. Cosa scandalizza dell’annuncio di Cristo? Che non c’è ombra, ma luce e che l’osservanza non è moneta per giorni felici, ma memoria della speranza di ciò che non muore. Una fede che non susciti lo scandalo del Paradiso è una fede che promette un “paradiso terrestre”, sapendo di non poter mantenere la promessa. Non siamo fatti per essere felici oggi, ma beati per sempre!

Gv 8,51-59

«In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno’’. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ’’È nostro Dio!’’, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.