
Domenica 6 aprile
La storia l’ha fatta l’incontro, non la sentenza; e la parola definitiva non è toccata alle pietre, ma ai cuori. Dunque l’annuncio del Vangelo potrebbe avere questa regola, perché sia “Parola che non passa”: avviene nell’incontro dei cuori, non nella durezza delle sentenze. E l’effetto prodotto è sconvolgente: un Vangelo così, disarma i conflitti e produce guarigione. Quale Vangelo racconteremo in questo giorno? Quello che grida il flagrante peccato, oppure quello che sussurra l’incrollabile misericordia?
Gv 8,1-11
Gli scribi e i farisei gli condussero una donna a sorpresa in adultèrio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai piu? anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».