
Venerdì 4 aprile
È la festa delle capanne quella in cui i pellegrini vengono accolti nel Tempio dal grido festoso di benedizione che intercede salvezza: Osanna! E si sventolano fasci di fronde, come per rendere ancora più manifesta la gioia che viene nel farsi mediatori di grazia gli uni per gli altri. Ma in quello stesso Tempio, mentre si grida Osanna invocando salvezza, si mormorano giudizi formulando condanna. Come può chiamarsi fede, quella che fa della religione una maschera per la propria ipocrisia? Le fronde dicono salvezza, ma il cuore pianifica condanna. Il pellegrino Gesù, però, è venuto per questo: smascherare il cuore dalle fronde, così che l’amore estirpi finalmente il peccato.
Gv 7,1-2.10.25-30
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.