
Venerdì 28 marzo
La dottrina non è fede, certo, ma la sua osservanza è la migliore disposizione personale per aprirsi alla vita in Dio. Lo scriba non conosce Cristo, ma conosce i comandamenti; non è solo conoscenza intellettuale, ma intimo attaccamento ad una legge che diventa regola di vita. Cristo è più che la legge, ma la legge è la migliore cornice per inquadrare il volto di Cristo. Non è moralismo, ma semplice imitazione. Perché gli amanti sono così: alla fine dei conti si scoprono vicini, perché sono l’uno il riflesso più vero dell’altro.
Mc 12,28b-34
Si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.