Riflessioni sul Vangelo di martedì 11 marzo
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 11 marzo

Martedì 11 marzo

Sprecate sono le parole che gridano controllo paternalistico, invece di implorare fiducia filiale. Sprecate sono le parole che impongono l’uguaglianza, pur di non accogliere la diversità. Sprecate sono le parole che tracciano progetti, piuttosto che condividere sogni. Sprecate sono le parole che bruciano le tappe con la conquista, invece di accorciare le distanze con l’obbedienza. Sprecate sono le parole che riempiono la bocca di ricette raffinate, ma non sanno dare voce alla fame di ciò che è essenziale. Sprecate sono le parole che dialogano con la violenza della contesa, così da non lasciare spazio al silenzio di un abbraccio che parla di perdono. Sprecate sono le parole che contestano l’autorità che chiama ad essere grandi, pur di non ammettere quanto ancora si è piccoli. Sprecate sono le parole che esprimono coraggio, quando il cuore cerca qualcuno a cui consegnare le sue paure.

Mt 6,7-15

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».