
Venerdì 28 febbaio
Matrimonio è un viaggio, tutto da costruire, ogni giorno. E ogni giorno si fa i conti con le proprie fatiche e con le fatiche dell’altro, con le fragilità, con i cedimenti. Tenendo negli occhi la bellezza dell’essere uomo e donna in cammino: gli occhi all’acqua della sorgente, lontani dunque da ogni predominio dell’uno sull’altro, da ogni sopraffazione, lontani anni luce dal pensare l’altro come tua proprietà. La fedeltà fa rima con leggerezza e creatività, dimensioni importanti se si vuole che l’amore rimanga un viaggio. Prendersi cura della relazione dunque, perché sia salva da pesantezze e noia e non si riduca a stanca routine. E desiderare, anche se a volte comporta qualche fatica, che l’altro respiri, prenda volo, fiorisca. E immaginare insieme, essere creativi, in movimento.
Mc 10,1-12
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».