
Mercoledì 12 febbraio
Lo scontro con il male produce un effetto perverso: porta a disegnare schieramenti. Si prende il bastone del giudizio, spesso la lama del pregiudizio, e si traccia una linea davanti ai propri piedi, per garantirsi di stare dalla parte giusta. Il bene sta di qua, di là è il male. Eppure Gesù chiede il coraggio di fuggire questa pratica, di prendere quella spada e incidere il cuore per individuare ed estirpare il male che è dentro di noi. La vita non è una continua guerra per sentirsi eroi buoni contro mostri cattivi: al bene non interessa vincere su un campo che miete vittime, ma in un cuore che genera vite.
Mc 7,14-23
«Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».