Riflessioni sul Vangelo di venerdì 31 gennaio
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Riflessioni sul Vangelo di venerdì 31 gennaio

Venerdì 31 gennaio

La vera grandezza di una vita si riconosce solo dai suoi destinatari. In sé il granello di senape è uno dei semi più piccoli della terra ma, divenuto nido per gli uccelli, ospita tra i suoi rami un gran pezzo di Cielo. La piccolezza non è insufficienza, ma promessa: se nascosta nella vergogna, rinsecchisce; se giocata nel dono, si moltiplica. Se ci fidassimo di questo Vangelo non ci rimarrebbe che fare di ogni istante un seme per la messe del mondo e, ciò che sembrava insignificante, si rivelerebbe presenza del Regno.


«Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. Mc 4,26-34