Riflessioni sul Vangelo di  domenica 26 gennaio
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Riflessioni sul Vangelo di domenica 26 gennaio

Domenica 26

Luca non è come Marco, o Matteo, non ha mai visto Gesù in vita sua. Come noi. Allora  si è documentato, ha ascoltato i testimoni oculari, ha verificato le informazioni. Si è dato da fare. E tanto. Perché la fede è una cosa seria. E Luca lo sa. Porta rispetto per i suoi lettori, per noi. Per me. Ha investito intelligenza e tempo perché possiamo renderci conto della solidità degli insegnamenti che abbiamo ricevuto.

Oggi si compie la salvezza, la liberazione, la consolazione.

Oggi è il tempo di Dio.

Oggi il Signore è qui.

Oggi puoi scoprire di essere amato, a prescindere, senza condizioni, e di poter amare.

Non quando le nostre chiese erano piene e la nostra Chiesa autorevole e influente (?). Non quando, da giovane, frequentavo quel gruppo con quel giovane viceparroco strabiliante. Non quando avevo una parrocchia vivace che mi aiutava e mi seguiva.

Oggi. Con la crisi economica, le guerre, le frontiere blindate, le chiese svuotate, la violenza crescente, lo scoraggiamento dilagante, le contrapposizioni politiche.

Oggi è la salvezza. Ditelo in giro. Dite di Dio.

Lc 1,1-4; 4,14-21


Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».