
Sabato 25 gennaio
I segni accompagnano quelli che credono, non tanto quelli che proclamano il Vangelo. Perché dalla fede vengono i segni, non il contrario: se la fede venisse dai segni, sarebbe superstizione. Invece, quelli che credono diventano segno nel debellare il male, vincere le distanze, rimanere puri anche a contatto con ciò che avvelena. Quelli che credono diventano segno nel farsi prossimo a chi, più indifeso, rischia la vita per la cronicità della solitudine. Così la missione si caratterizza per un paradosso: nessuno è in grado di fare un miracolo, ma tutti siamo costituiti miracolo gli uni per gli altri.
Mc 16,15-18
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».