
Venerdì 24
Lui, sale. L’amicizia che lo lega ai suoi discepoli, non è una mutua dipendenza: Gesù non aspetta di capire se lo seguano, prima di incamminarsi verso la cima del monte. Lui sale a prescindere e questa sua libertà è la vera ispirazione per i discepoli: il ritmo di questa amicizia non è la lenta condiscendenza, ma la vertiginosa perfezione. «Gli innamorati stanno quasi tutto il tempo faccia a faccia; gli amici, fianco a fianco, assorti in qualche interesse comune» (Lewis): Gesù cerca amici, gente che fissi con lui una meta esigente, gente che non chieda di essere aspettata ma che implori di essere attirata.
Mc 3,13-19
Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.