
Mercoledì 22
Chi è davvero paralizzato? Gesù è in movimento, è lui che si fa incontro. Fermo nella sinagoga un povero malato e, paralizzati, attorno a lui coloro che ne fanno l’esca per catturare Gesù. Gesù parla e interpella, il povero malato risponde con l’obbedienza alla sua chiamata, i giustizieri hanno anche la lingua paralizzata. E poi la verità più profonda: una mano paralizzata può guarire se la fiducia obbediente rialza alla chiamata della vita; un cuore paralizzato, impietrito, lo si può solo cambiare, perché è già morto. Il cuore duro paralizza la mano che doveva sollevare il fratello, l’orecchio che doveva ascoltare Dio che chiamava a carità.
Mc 3,1-6
Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.