Riflessioni sul Vangelo di  giovedì 20 giugno
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Riflessioni sul Vangelo di giovedì 20 giugno

Giovedì 20

La preghiera non è una macchinetta di parole, ma l’espressione di una figliolanza. Gesù non cambia solo la formula della preghiera, ma vi introduce il suo stesso cuore. Seguendolo,  l’uomo che prega ritrova prima di tutto la lode e la gratitudine verso Dio, domanda che la sua paternità si estenda a tutto il mondo e sia da tutti riconosciuta, e si realizzi la sua volontà di bene. In questo modo la preghiera non solo arriva a segnare il ritmo della giornata, ma diventa il respiro di ogni momento e la speranza di ogni azione. Quando prego, non solo scopro nuovamente Dio, ma rivelo a me stesso la mia vera identità: sono figlio. E allora, si può vivere senza pregare? 

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano…» Mt 6,7-11