Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 14 giugno
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Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 14 giugno

Mercoledì 14

Se per Tancredi, nel Gattopardo è chiaro che “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Non così è per Cristo. Perché non è buttando via il passato che si può coltivare il presente per arrivare a cogliere il futuro. La rivoluzione di Dio è la fedeltà. In un mondo che ci suggerisce di cambiare ciò che non porta frutto, il Vangelo ci chiede di continuare a coltivare con perseveranza, perchè l’inverno non è il contrario della primavera, ma la sua premessa.

 

Mt 5,17-19
“Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla legge neppure un iota o un segno senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli”.