Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 24 maggio
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Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 24 maggio

Mercoledì 24

Quando incontri un uomo che conosca la verità, te ne accorgi: siete in due, ma all’appello manca una vita. Perché la verità ti prende la vita, ma mai la pretende. Tanti falsi maestri se ne vanno in giro, togliendo vita con verità che sembrano più pretenziose che promettenti; le loro parole sono pronunciate da volti impeccabili e si scagliano contro i peccatori. Poi ci sono quelli che la verità la conoscono davvero, ma si presentano in modo molto diverso: hanno sulle guance le lacrime di una madre e sotto gli occhi le occhiaie di un padre. Hanno perso tutto per quella verità, ma non perché questa li abbia mai derubati di qualcosa, no: li ha semplicemente convinti a donare tutto.

«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».[Gv 17, 11b-19]