Riflessioni sul Vangelo di martedì 23 maggio
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 23 maggio

Martedì 23

La gloria splende non quando trovi il tuo posto, ma quando sei disposto a fare posto. Non si tratta, infatti, di fare un discorso da applauso, ma di rendersi silenzio per l’ascolto; non gesta da eroe, ma eroica arrendevolezza. Così si capisce come mai la gloria di Dio oggi appaia tanto offuscata: non manca il mio spazio, manco io come spazio. Colui che ha posto la tenda tra di noi si è fatto tenda per noi, perché il Padre avesse posto tra i figli: la tenda è la casa della gloria e, senza tenda, la gloria si eclissa e l’uomo è perduto. Allora smetti di rincorrere e difendere palazzi in cui splendere e diventa tenda di luce per tanti dispersi. Gloria, amen.

«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».[Gv 17,1-11a]