
Sabato 18
Il dissenso è alle stelle, il caos regna sovrano: nessuno sa cosa pensare. Proviene da Dio? È un ingannatore? Ci si può fidare? È un sovversivo? Ognuno torna a casa propria, con la propria idea, irremovibile. Cristo crea muri di separazione, mette a nudo le nostre intime convinzioni, ci costringe a seguirlo nella logica della verità, a costo di litigare e restare isolati. Ancora oggi le opinioni su di lui fanno scatenare vivaci polemiche. Su di lui o sui suoi seguaci, sulla Chiesa sempre oggetto di critica e di bersaglio, non sempre a proposito.
Gv 7,40-53
Dicevano: “Questi è davvero il profeta!”. Altri dicevano: “Questi è il Cristo!”. Altri invece dicevano: “Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?”. E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto?”. Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!”. Ma i farisei replicarono loro: “Forse vi siete lasciati ingannare anche voi? Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!”.
Disse allora Nicodemo, uno di loro, che era venuto precedentemente da Gesù: “La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?”. Gli risposero: “Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea”. E tornarono ciascuno a casa sua.