
Domenica 12
La sta aspettando. Anche se è stanco, perché sempre Dio ci aspetta. Eccolo lo sposo che aspetta la sposa per chiederle conto della sua infedeltà. Al pozzo a mezzogiorno. Per non essere. Il paese è piccolo e la gente mormora. E lei non ne può davvero più di essere giudicata. Come me. come te. Di dover essere come gli altri vogliono, vorrebbero, dicono. Stanca lei. Stanco Dio. Eccoci, amici. Assetati come la samaritana. Come lei feriti e diffidenti. Come lei giudicati dai benpensanti che fioriscono come la gramigna, anche nella Chiesa. Eccoci. Se abbiamo il coraggio di farci incontrare. E di abbassare le difese. Eccoci, se siamo onesti, nudi e spogliati dalle troppe resistenze che impediscono a Dio di incontrarci. Capaci di rinascere, noi che ci siamo dissetati dell’acqua viva. Capaci di annunciare a tutti quanti siamo amati. Oltre il deserto, verso il Tabor, Dio ci aspetta.
Gv 4, 5-15.
Gesù affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo di Sicar. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva».