
Mercoledì 30
La rete è luogo di incontro se non ne rimani prigioniero. Pescatore e pesce stanno infatti in rapporti ben diversi con la stessa rete: il primo la sa lasciare, il secondo no. Può rispondere al Signore solo chi sia libero dalla rete che la vita gli ha posto nelle mani e, qualora non riuscisse, non sarebbe colpa della rete. Liberi, ma senza disprezzare: i discepoli sono quelli che la rete la usano per liberare dalle maree e non per finirci dentro.
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.[Mt 4,18-22]