
Giovedì 24
Se un adulto sentisse rumori in casa la notte della vigilia penserebbe ad un ladro, mentre un bambino penserebbe a babbo Natale. Il problema non sono i “rumori” ma le attese: chi attende qualcuno sa leggere i segni, chi ha smesso di attendere è analfabeta della vita. Ci possono anche essere segni gravi, ma in quanto segni portano oltre loro stessi, sono passaggi e non incidenti. Ma solo chi attende conosce la misura del viaggio, perché cammina verso chi gli corre incontro.
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».