Riflessioni sul Vangelo di venerdì 11 novembre
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Riflessioni sul Vangelo di venerdì 11 novembre

Venerdì 11

Non è la morte a provocare l’assenza della vita, ma è l’assenza della vita a provocare la morte: morire non è non poter più andare avanti, ma ostinarsi nel tornare indietro. Siamo tutti molto impegnati nell’occupare la vita, quasi volendola zavorrare, perché non ci scivoli via; ma chi si occupa davvero della vita? Forse chi sospende i punti fermi per lasciar scivolare passi leggeri come un salto verso il cielo.

«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata». Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

[Lc 17,26-37]