Riflessioni sul Vangelo di lunedì 7 novembre
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Riflessioni sul Vangelo di lunedì 7 novembre

Lunedì  7

Una fragilità nascosta per vergogna prima o poi esce, gridando come mostruosità. Forse per questo, scandalo e perdono sono accostati in questo Vangelo: il perdono non è la soluzione allo scandalo, ma la sua prevenzione. Chi sa di essere amato sino al perdono, impara a confessare e affidare ciò che, nascosto, deteriorerebbe. È come aggirarsi al buio con una luce fioca: se nessuno ti affiancasse con paziente misericordia, la tua luce flebile diventerebbe oscurità travolgente.

«È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi! Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: "Sono pentito", tu gli perdonerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: "Sràdicati e vai a piantarti nel mare", ed esso vi obbedirebbe».[Lc 17,1-6]