
Venerdì 4
Si era dimenticato di avere un superiore ma capisce di non potersi dimenticare di avere dei fratelli. E così, dopo aver perso la casa che non aveva amministrato, si ritrova ad amministrare per trovare rifugio in chi gli è rimasto attorno. Scaltrezza non è la scelta del male minore (rubare per sopravvivere), ma del bene possibile (condonare per condividere), sapendo che non è tutto il bene dovuto (restituire per riparare). Non sempre riusciamo a fare il meglio, ma c’è sempre un bene a portata di mano: basta essere scaltri!
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare". L’amministratore disse tra sé: "Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua". Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: "Tu quanto devi al mio padrone?". Quello rispose: "Cento barili d’olio". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta". Poi disse a un altro: "Tu quanto devi?". Rispose: "Cento misure di grano". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta". Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».[Lc 16,1-8]