
Martedì 25
Il Regno non è grande, piuttosto fa crescere. La misura della chioma di questa pianta è data dalla somma dei nidi che sa ospitare; la forza della sua vitalità è proporzionale alla massa cui è disposta a mescolarsi. E la Chiesa è presenza del suo Regno quando sa essere così: ospitale e immischiata.
«A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».[Lc 13,18-21]
mer 26
Nessun lasciapassare per il paradiso: non basta aver vissuto la comunione con lui e non basta aver ascoltato lui. Non si può avere un “lasciapassare” perché entra in paradiso “chi lascia passare”. Nessuna gara per occupare il primo posto, allora: qui, piuttosto, tutti si fanno da parte, perché nessuno sia ultimo.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».[Lc 13,22-30]