
Giovedì 16
Dopo che i discepoli del Battista si sono allontanati, Gesù tesse l’elogio di questo profeta davanti a tutta la folla. Dice che Giovanni è più che un profeta, perché è venuto per preparare la strada al Messia. In questo senso, potremmo dire che ogni credente e la stessa comunità cristiana sono un po’ come il Battista: debbono cioè preparare i cuori ad accogliere Gesù. Il discepolo, infatti, non vive per parlare di se stesso e delle sue imprese, e neppure per affermare le proprie idee o le proprie convinzioni. Ai discepoli e alle comunità cristiane è chiesto di continuare a indicare al mondo Gesù e a dire: "Ecco l’agnello di Dio". È necessario dirlo con le parole e con la testimonianza di vita, appunto come fece il Battista con Gesù.
Lc 7,24-30
“Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re.
Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco io mando davanti a te il mio messaggero, egli preparerà la via davanti a te”.
Io vi dico, tra i nati di donna non c’è nessuno più grande di Giovanni; però il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui. Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni. Ma i farisei e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui hanno reso vano per loro il disegno di Dio”.