
Domenica 28 prima d’Avvento
È normale che il mondo sia sempre in bilico. Che lo siamo anche noi. In bilico su un abisso, in bilico sul caos. In fondo non era esattamente quello che Dio ha voluto creando l’Universo? Dare un ordina al caos, senza distruggerlo? Orientarlo? E non era il compito che ha affidato a quell’umano fatto a sua immagine? Quello di continuare a creare? Quindi, poche storie, quando si costruisce una casa è normale che manchino le finiture, che ci siano tanti mattoni in giro, che certe cose ancora non si vedano pulite e linde. I lavori sono in corso, ricordiamocelo. Il mondo non è compiuto. E davanti a tutti questi eventi, dice Gesù, non lasciamoci prendere dal panico. Alziamo il capo. Perché il tempo gioca a nostro favore. La storia è quella che è. Un insieme di eventi foschi e di meraviglie. Questo tempo è quello che è, spaventato e rissoso. L’uomo è quello che è, un miscuglio di fango e Spirito divino. Di cosa ci stupiamo? Andiamo oltre l’apparenza. E’ L’Avvento, e Dio viene.
Lc 21,25-28.34-36
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».