
Giovedì 25
La descrizione di un futuro cupo e guerresco sembra la cronaca di un giornale dei nostri tempi. Il linguaggio che Gesù usa, lo stile apocalittico, non indica un racconto dettagliato degli eventi ma usa immagini forti per lanciare un messaggio di speranza. Sì, proprio di speranza. Il rischio, anche per noi oggi, di incupirci, di lasciarci andare allo scoraggiamento davanti alle tante e devastanti notizie che ci giungono è concreto e reale. Esiste un modo “cristiano” di reagire a tanta violenza e a tanto scoraggiamento? Sì, certo, ed è il Signore stesso a proporcelo: di fronte a questi eventi alziamo il capo, cioè guardiamo oltre, altrove, al di sopra della linea d’orizzonte, perché il Signore è vicino. Noi crediamo che il mondo non stia precipitando nel caos, ma fra le braccia di Dio. Coraggio!
Lc 21,20-28
“Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città; saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia.
Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo.
Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.