
Sabato 6
Mettessimo nelle cose di Dio la stessa attenzione che mettiamo nelle cose degli uomini! Fossimo capaci di dedicare alla nostra anima anche solo un decimo delle energie che investiamo per le cose di questo mondo! È paradossale, ma è un errore in cui incorriamo continuamente: a ciò che rimane, alla nostra vita interiore, spirituale, dedichiamo gli avanzi del nostro tempo, dell’intelligenza. Ben diverso trattamento riserviamo al nostro corpo, al nostro tempo libero, al nostro lavoro! Gesù ne approfitta anche per ammonirci: attenti alla ricchezza. Intendiamoci: Gesù non è un pauperista, né loda la povertà come virtù; la ricchezza promette ciò che non riesce a mantenere perché non riesce in alcun modo a colmare il nostro cuore. Viviamo liberi, allora, lasciando a Dio il primo posto!
Lc 16,9-15
“Procuratevi amici con la iniqua ricchezza, perché quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.
Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona”.
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui. Egli disse: “Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio”.