Riflessioni sul Vangelo di lunedì 25 ottobre
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Riflessioni sul Vangelo di lunedì 25 ottobre

Lunedì 25

È curva la donna che chiede aiuto al Signore. Malattia alla schiena soltanto? Oppure curva sotto il peso di quello che le viene imposto?. Una donna dev’essere sottomessa ed obbediente al maschio di casa. Al padre, prima, al marito, poi. È curva, non ha dignità, non ha la possibilità di alzarsi, di prendere in mano il proprio destino, la propria dignità. È curva, accasciata sotto il senso del dovere che le hanno instillato, anche citando appositi e selezionati brani della Scrittura. Per Gesù, invece, è solo una persona che soffre. Che chiede di diventare finalmente una persona libera, riconosciuta nella sua identità. E la raddrizza. Con grave scandalo per i farisei presenti (ovviamente tutti maschi) che ne fanno una risibile questione teologica. Gesù la difende, svergogna pubblicamente i suoi avversari, la forza delle sue parole, l’autorevolezza del suo ragionamento mette a tacere ogni stolta obiezione. Il Signore ci raddrizza, amici, e ci difende. Anche oggi.

Lc 13,10-17
C’era una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: “Donna, sei libera dalla tua infermità”, e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: “Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato”.
Il Signore replicò: “Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott’anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?”.
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.