
Domenica 24
Diversamente dal giovane ricco, il modello del credente è Bartimeo, cieco che mendica all’uscita di Gerico, sperando di avere una moneta dai pellegrini che stanno per salire a Gerusalemme. Sul ciglio della strada il cieco, immagine simbolo di ognuno di noi, compie ciò che noi fatichiamo a fare: grida il suo dolore, elemosina consapevole di non avere in sé la luce, chiede anche quando tutti gli dicono (anche gli uomini di Chiesa!) che è meglio tacere. E il Signore lo ascolta, lo accoglie, lo chiama. Anche noi, come gli apostoli, siamo chiamati a dire ad ogni uomo di avere coraggio perché il Signore ci chiama a salvezza. E così avviene: Bartimeo getta via il mantello che tiene sul grembo per raccogliere le monete, l’unica cosa che ha, per diventare discepolo. Il punito da Dio diventa il modello per ogni discepolato. Colui che deve dipendere dagli altri diventa l’unico che ha capito cosa fare.
Mc 10,46-52
Bartimeo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c’era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”. Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”.
Allora Gesù si fermò e disse: “Chiamatelo!”. E chiamarono il cieco dicendogli: “Coraggio! Alzati, ti chiama!”. Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: “Che vuoi che io ti faccia?”. E il cieco a lui:“Rabbunì, che io riabbia la vista!”. E Gesù gli disse: “Va’, la tua fede ti ha salvato”. E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.