
Lunedì 11
Possiamo avere un approccio malvagio a Dio, al Vangelo e al Signore. Tremano i polsi anche solo pensarlo ma Gesù stesso lo afferma con forza, amareggiato dalla reazione dei suoi concittadini. Che è brava gente, immagino. Non dei delinquenti seriali. Brava gente con le proprie vite, le proprie abitudini, la propria devozione, la propria fede. Eppure, alla fine della fiera, sono malvagi perché impermeabili, resistenti, restii, intimamente refrattari ad ogni anche pur minimo cambiamento. Ostili e respingenti. Più dei pagani così disprezzati dai giudei. Più dei peccatori di Ninive, la grande città che accolse la predicazione di Giona. Gesù stesso spiega la ragione del suo giudizio così duro: questi, alla predicazione del profeta, almeno si interrogarono, almeno provarono ad ascoltare. Non così la brava gente di Nazareth, nemmeno disposti ad ascoltare. Vegliamo su noi, allora, che non ci succeda qualcosa del genere, nonostante tutte le buone intenzioni. Ecco: ben più di Giona e di Salomone abbiamo qui!
Lc 11,29-32
“Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui.
Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui”.