Riflessioni sul Vangelo di  giovedì 23 settembre
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Riflessioni sul Vangelo di giovedì 23 settembre

Giovedì 23

A volte tornano. E popolano di incubi le notti insonni di chi ha la coscienza nera come il carbone. Erode ha fatto uccidere il Battista per non smentire l’incauta promessa fatta alla figlia della sua amante davanti a tutti.  Ma non è finita. La coscienza rode, l’anima si scuote. Via un profeta eccone un altro, peggiore del primo. Vuole vederlo, è curioso e inquieto. Ma di una inquietudine inutile, di una curiosità che non produce conversione ma solletica solo i propri sensi. Stupido Erode, annegato e travolto dal suo delirio di onnipotenza, incapace di far crescere le sue emozioni, impedito nel far sbocciare le proprie intuizioni. E sciocchi noi quando la curiosità ci spinge verso la fede e non abbiamo il coraggio di lasciarla germogliare, di farla crescere, di farci portarci alle soglie della fede. No, certo, non basta incuriosirsi, anche se è sempre da lì che parte la ricerca. Occorre convertirsi.

Lc 9,7-9
Il tetrarca Erode sentì parlare di tutto ciò che accadeva e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: “Giovanni è risuscitato dai morti”, altri: “È apparso Elia”, e altri ancora: “È risorto uno degli antichi profeti”. Ma Erode diceva: “Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?”. E cercava di vederlo.