Riflessioni sul Vangelo di martedì 21 settembre
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 21 settembre

Martedì  21

Matteo è un pubblicano, appalta le tasse dai romani, un rinnegato senza fede. Come tutti i pubblicani è odiatissimo, ma non sembra farci troppo caso. Eppure quell’incontro con Gesù gli ha cambiato radicalmente la vita. Gesù si avvicina, gli chiede di lasciare tutto e lui si alza e lo fa. Ma un particolare ci illumina: la festa che Matteo offre a tutti i suoi amici per sottolineare l’evento. Quanta gioia era nascosta nel cuore di Matteo, abituato ad essere insultato? Quale sguardo ha scardinato la sua corazza? Dopo trent’anni scrive il vangelo e racconta quell’evento fondante la sua nuova vita. La conversione richiede costanza, fedeltà, e Matteo l’ha avuta e ci dice: ne è valsa la pena.

Mt 9,9-13
Gesù passando vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”.
Gesù li udì e disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: ’’Misericordia io voglio e non sacrificio’’. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.