
Giovedì 5
Ha osato, Pietro. Come nessuno fra loro ha mai osato. Affermare che Gesù è il Messia. Pietro ora rischia, e fa bene. Bravo Pietro, complimenti! Gesù ora lo rassicura, gli chiede di accompagnare gli altri suoi compagni in questo percorso. E Pietro si prende troppo sul serio: appena Gesù osa andare oltre e parla della sua determinazione, egli lo prende da parte, vuole insegnare a Dio come si fa a salvare il mondo... proprio come facciamo noi, a volte. Se riconosciamo che Gesù è il Cristo non possiamo poi pretendere che lo sia come vogliamo noi!
Mt 16,13-23
Gesù chiese ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”.
Risposero: “Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”.
Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terrà sarà sciolto nei cieli”. Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: “Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai”. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”.