
Lunedì 2
Tira una bruttissima aria per i profeti. Gesù ha saputo della morte di Giovanni Battista e decide, prudentemente, di ritirarsi in disparte per vedere come si mettono le cose. La sua fama, però, lo ha preceduto e ad aspettarlo c’è una folla immensa affamata di Parola di Dio e di pane. Da quella temporanea fuga nasce il più importante dei miracoli di Gesù, raccontato per ben sei volte dagli evangelisti. Da una cosa negativa, drammatica, e da una scelta saggia scaturisce una straordinaria manifestazione dell’amore di Dio per noi. Se capissimo che quando affrontiamo con prudenza e intelligenza le situazioni, che mai derivano da Dio ma dal susseguirsi degli eventi, spalanchiamo il cuore a nuovi ed inattesi miracoli!
Mt 14,13-21 (o Mt 14,22-36)
sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Ma Gesù rispose: “Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare”. Gli risposero: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci!”. Ed egli disse: “Portatemeli qua”.
E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla.
Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.