
Giovedì 15
Sì, Signore, siamo affaticati e oppressi. Affaticati da ritmi di vita incalzanti, da un mondo che ci chiede sempre di più dandoci sempre meno. Oppure ci scarta, lasciandoci sprofondare nella solitudine della nostra vecchiaia. Siamo affaticati ed oppressi e non ci basta un po’ di vacanza, qualche ricostituente, un po’ di svago. La nostra è una solitudine profonda, una stanchezza esistenziale, un dolore continuo. Nella mitezza e nell’umiltà di cuore possiamo trovare la pace. Scegliendo la pace invece della rabbia e della violenza. Scegliendo di accoglierci come siamo, da te amati senza condizioni, piuttosto che correre dietro alla follia vanagloriosa del nostro tempo. Non è facile esserti discepoli, ovvio. Ma è un giogo leggero, cento volte più leggero di quello che gli altri impongono e che non ci conducono a Dio.
Mt 11,28-30
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, rispondendo Gesù disse: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.