
Domenica 4
Sono increduli, i concittadini di Gesù. Allibiti dal falegname che si è fatto profeta. come può parlare, visto che non ha studiato? Come fa a fare il profeta, visto che conosciamo tutti i suoi familiari? Gesù è poco "spirituale" per i suoi concittadini, non è come si sarebbero aspettati il Messia. In casa molti hanno un tavolo costruito da suo padre o uno sgabello costruito da lui, giovane figlio. Perché si vende come profeta? A volte anche noi facciamo così: ci aspettiamo che Dio si manifesti in maniera eclatante, straordinaria, con grande trambusto. Non capiamo, invece, l’agire dimesso di Dio che ci raggiunge nelle cose di tutti i giorni, nelle piccole gioie che sperimentiamo. Accogliamo la profezia, anche quando proviene da persone banali e affatto spirituali, che Dio usa per raggiungerci là dove viviamo.
Mc 6,1-6.
Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga a Nazaret. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: “Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?”. E si scandalizzavano di lui.
Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”. E non vi poté operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi, insegnando.