
Lunedì 28
Per passare all’altra riva insieme a Gesù dobbiamo avere il coraggio di fuggire la visione di una fede che diventa nido, rifugio. Troppe volte le nostre parrocchie, invece di diventare un porto di mare che offre rifugio alle tante vite in difficoltà, diventano dei piccoli ghetti autoreferenziali, impermeabili al mondo reale, tutte ripiegate su loro stesse, incapaci di essere testimoni di alcunché. Il Signore ha bisogno di persone che, come lui, non abbiano dove posare il capo, che sappiano osare, andare oltre le simpatie e le parentele, le logiche dello star bene nel gruppo dei pari, per costruire un modo alto e altro di essere umanità attraverso l’esperienza della Chiesa.
Mt 8,18-22
Gesù, vedendo una gran folla intorno a sé, ordinò di passare all’altra riva. Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: “Maestro, io ti seguirò dovunque andrai”. Gli rispose Gesù: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.
E un altro dei discepoli gli disse: “Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre”. Ma Gesù gli rispose: “Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti”.