Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 26 maggio
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Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 26 maggio

Mercoledì 26

La perplessità fra i discepoli non si è attenuata, anzi. La prospettiva di ricevere cento volte tanto non li ha rassicurati. Gesù ha uno strano modo di rassicurarli: dice di essere disposto a morire per affermare la sua visione di Dio. Non un Dio che premia chi, come il giovane ricco, si mette a contabilizzare la propria devozione, ma il Dio per cui vale la pena abbandonare tutto. La reazione, ancora una volta, è assurda: il "cento volte tanto" è stato interpretato come dei privilegi di cui godere. Quanto stride la richiesta di Giacomo e Giovanni! E la rabbia degli altri discepoli per non averci pensato per primi! Gesù mette da parte il suo dolore e ancora li ammaestra: il premio non consiste in un posto nel governo...

Mc 10,32b-45
“Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani, lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno; ma dopo tre giorni risusciterà”.
E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Gesù disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potere bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”.
All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.