Riflessioni sul Vangelo di venerdì 30 aprile
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Riflessioni sul Vangelo di venerdì 30 aprile

Venerdì 30

“Se mi amate”. Quante volte usiamo questo termine con i nostri figli, con i nostri famigliari, con il nostro partner. “Se davvero mi vuoi bene dovresti…” Prove, ricatti, sotterfugi per mettere all’angolo chi dice di amarci. Ha un volto negativo, questa affermazione. Il volto del giudizio, dell’esame, della messa in discussione continua. Là dove siamo noi i giudici. E un’ambiguità insormontabile: siamo noi a stabilire le condizioni che l’altro deve osservare per dimostrare il suo amore. Come se sapessimo cos’è l’amore. Sul serio. Ma dai. Cosa intende dire Gesù, allora, quando dice se mi amate? Il suo non è un ricatto. Non è un manipolatore. Non suscita sensi di colpa. Se mi amate osservate i miei comandamenti. Il principale, anzitutto: amatevi gli uni gli altri dell’amore con cui vi ho amati. Diventiamo capaci di amare di quell’amore che riceviamo. Non perché migliori o sensibili o buoni. Perché amati.

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui»