
Martedì 23
Ora Gesù si fa pensieroso. Osa. Quando sarò innalzato, appeso, crocifisso, verrete tutti a me. È vero, ma Gesù. In quel momento, non lo sa. Si gioca la sfida finale tra luce e tenebra. Gesù già sceglie di andare fino in fondo, di non lasciare la partita. La posta in gioco è altissima: Gesù rischia di essere uno dei tanti crocifissi dimenticati dalla storia.
Dio farà la stessa fine? La croce segnerà la definitiva fine della comprensione di Dio?
Gv 8,21-30
Gesù disse ai farisei: “Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire”. Dicevano allora i Giudei: “Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?”.
E diceva loro: “Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati”.
Gli dissero allora: “Tu chi sei?”. Gesù disse loro: “Proprio ciò che vi dico. Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui”. Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo. Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite”. A queste sue parole, molti credettero in lui.