
Lunedì 22
Pietro e la sua cattedra, cioè il suo insegnamento, il suo ministero. Il suo compito è chiaro, nel progetto del Signore: diventare tutore, garante, essere punto di riferimento per i fratelli. Chi vi garantisce, amici, che il mio modo di leggervi la Parola sia autentico? Chi vi garantisce che il mio modo di interpretarla sia secondo ciò che gli apostoli hanno vissuto? Chi vi dice che io non sia l’ennesimo guru che abilmente vi infatua propinandovi un Dio fatto a mia immagine e somiglianza? Il compito di Pietro è quello di conservare la fede, di custodirla, di preservarla da interpretazioni soggettive. Pietro diventa allora scoglio a cui aggrapparsi in questo tempo di immense incertezze, riferimento umile e saldo del Vangelo vissuto e custodito in questa lunga storia di gioie e di persecuzioni.
Mt 16,13-19
“La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. Risposero: “Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”.
Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.