Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 10 febbraio
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Riflessioni sul Vangelo di mercoledì 10 febbraio

Mercoledì 10

Dio, che ci ha creati, sa come funzioniamo, perciò ci raccomanda di stare lontano da ciò che ci fa del male. Solo che noi poco sappiamo su cosa davvero ci ferisce: il male si presenta sempre sotto un’apparenza di bene! Perciò il peccato è male perché fa del male, perché ci distrugge. A questa primigenia attenzione di Dio si sono aggiunte una serie infinita di applicazioni, legate – appunto - alla tradizione degli uomini. La tradizione è importante nella Chiesa, la parola "tradere" significa "consegnare" e nel corso dei secoli i cristiani hanno fatto di tutto per consegnare, di generazione in generazione, l’autentica Parola del Maestro. Ma il tradizionalismo è qualcosa di diverso, di pericoloso, è dare un’aura di divinità a delle abitudini consolidate. 

Mc 7,14-23


“Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo”.
Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: “Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?”. Dichiarava così mondi tutti gli alimenti.
Quindi soggiunse: “Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornificazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo”.