Riflessioni sul Vangelo di lunedì 18 gennaio
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Riflessioni sul Vangelo di lunedì 18 gennaio

Lunedì 18

Gesù non è venuto a rattoppare una visione religiosa in difficoltà, o a mettere una pezza sullo strappo creato dall’intransigenza dei dottori della legge con il popolo, ma a riformulare un modo nuovo di stare con Dio, attingendo alla più autentica fede ebraica.  Il rapporto con Dio non è più fondato sul timore ma sull’amore sponsale: Gesù è lo sposo. Le norme, i precetti, le tradizioni religiose, allora, acquistano profondità e senso solo se ricondotte all’amore sponsale. Le pratiche devozionali non vengono eliminate ma ricomprese e riformulate. Così il digiuno serve a ricordarci cosa è essenziale, non è più un merito agli occhi di Dio, ma il lamento della sposa che ha nostalgia dello sposo. 

 Mc 2,18-22
I discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: “Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?”.
Gesù disse loro: “Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno. Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi”.