Riflessioni sul Vangelo di martedì 12 gennaio
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 12 gennaio

Martedì 12 

Il demonio vede Gesù e grida: "Che c’entri con noi, Gesù di Nazareth?". Qui sta il primo grosso ostacolo alla fede: Gesù non c’entra con la mia vita. Certo: prego, vado a Messa, mi sforzo di vivere da "buon" cristiano, ma comunque Gesù non c’entra.  Che c’entra Gesù con noi? Il demonio continua: "So chi tu sei: il Santo di Dio". Quest’affermazione è incredibile: il demonio ha fede robusta, riconosce la divinità di Gesù. Andiamoci piano quando ci vantiamo di credere, perché il demonio crede molto più di noi! E qui sta il secondo ostacolo: credere, certo, ma solo con il sapere: so chi è Dio, so che cos’è la fede, so ciò che basta per essere cristiano. Ma la fede non è "sapere", è "incontrare", "abitare", il "vieni e vedi" che Gesù rivolge agli apostoli. Una fede che attraversa la nostra mente, la nostra intelligenza, ma non coinvolge il nostro cuore, la nostra volontà, la nostra persona nella sua interezza è una fede povera povera, che anche il demonio si permette di avere.  

Mc 1,21-28i.
Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio”. E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell’uomo”. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: “Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!”.
La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.