
Domenica 6 dicembre
Giovanni è il protagonista di questo avvento. Un grande, il più grande. Potrebbe prendersi per il Messia, tutti pensano che lo sia. Potrebbe prendersi per Dio, cosa che molti, ancora oggi, fanno. Ma sa che non è lui la luce. Lo ha scoperto, lo ha capito, lo ha accettato trovando il suo posto, la sua collocazione nel grande disegno di Dio. Il suo messaggio è chiaro: non è degno di slacciare i sandali di chi viene.
Grida, Giovanni. E la folla accorre. Anche se ha il tempio e i riti e i sacerdoti. Ma la folla ha bisogno di una Parola che sferza e nutre, scuote ed incoraggia, converte e mette in crisi. Gridano i profeti, ancora oggi, e ci invitano a stare desti, a svegliarci. Ancora viene Dio. Non si stanca di noi.
Mc 1, 1-8
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
Vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».