Riflessioni sul Vangelo di martedì 17 novembre
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Riflessioni sul Vangelo di martedì 17 novembre

Martedì 17

Zaccheo siamo noi: travolti dal delirio quotidiano, concentrati a riuscire, frustrati perché non riusciti. Zaccheo sono io che do retta alle sirene intorno a me, sirene che mi chiedono sempre di più, sempre il massimo: al lavoro, a casa, nell’aspetto fisico. La fede non importa poi molto, sì, un po’ di curiosità, ma il centro dell’universo non è Lui. Eppure Dio ti ripesca lì, dove credi di essere arrivato.

Dio ti stana, ti rincorre. Perché ti ama, davvero: Lui sì, ti ama come sei.

Dio ti cerca, lui prende l’iniziativa, Dio ti ama, senza giudicarti. Noi cerchiamo colui che ci cerca. Una specie di rimpiattino che connota la nostra caotica vita. Lasciamoci raggiungere, finalmente! Non cediamo alle lusinghe di chi ci fa credere di valere solo se produciamo o compriamo o lottiamo.

Signore, vieni nella nostra casa e fermati oggi, sarà una festa e una salvezza per noi, e cambieremo vita.


Lc 19,1-10
entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.
Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.
In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È andato ad alloggiare da un peccatore!”.
Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io dò la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”.
Gesù gli rispose: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.