Riflessioni sul Vangelo di sabato 7 novembre
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Riflessioni sul Vangelo di sabato 7 novembre

Sabato 7 novembre

È difficile parlare di denaro, fra noi cristiani... troppe incomprensioni, troppi abusi, troppi sospetti per non essere prudenti. Non ho mai incontrato nessuno nella mia vita che mi confidasse di vivere per far soldi! A parole siamo tutti belli distaccati! La ricchezza non è una questione di spessore di portafoglio ma di atteggiamento di cuore. Gesù non è mai stato un classista, fra i suoi discepoli troviamo povera gente e ricchi, come Giuseppe di Arimatea. Ma, lo sa bene il giovane ricco, il denaro può diventare un pessimo padrone, può ingannarci, perché promette ciò che non può mantenere. Chiediamo al Signore di essere liberi davanti al denaro, di condividerlo, se abbonda, di non disperarci se piombiamo nella miseria, di poterlo guadagnare con onestà, come frutto del sudore della nostra fronte. 

Lc 16,9-15
“Procuratevi amici con la iniqua ricchezza, perché quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.
Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona”.
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui. Egli disse: “Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio”.