
Giovedì 5 novembre
Cosa avreste fatto voi, al posto del pastore? Una volta trovata la pecora smarrita, stanchi e snervati, non l’avreste bastonata per il tempo perduto a cercarla? Macché, Dio è diverso, al solito, se la carica sulle spalle, aggiungendo fatica a fatica...
Questo è Dio, amici, qualcuno che ci cerca. Il dramma del nostro fragile tempo non è l’assenza di Dio, ma l’assenza dell’uomo che né si sente perduto, né sente di avere bisogno di essere trovato...
Sei cercato, amico, sei amato, anche se sei perso nella fatica della vita e nella tenebra del peccato che è la non-umanità, Dio ti cerca, non ti aspetta seduto per farti la romanzina. Lasciati trovare!
Lc 15,1-10
“Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.
Così, vi dico, c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte”.